PSYCH-K: occhio alle credenze

PSYCH-K®: occhio alle credenze
Quante volte vi siete posti le seguenti domande?

“Perchè non riesco a fare ciò che vorrei fare?” , “Perchè non riesco a modificare le mie abitudini pur sapendo che faccio cose che mi danneggiano?”
“Perchè sento di poter fare una cosa ma avverto quasi una “forza contraria” che me lo impedisce? Perchè “sento un Sì ma avverto anche un No” ?

La risposta è che ciò che “pensate o sentite di voler fare” non coincide con ciò che “credete di poter fare”

Kahlil Gibran scriveva: “I detti rimangono senza senso finchè non sono incarnati in abitudini”
Infatti alla base delle nostre abitudini ci sono le nostre Credenze e questo significa che credenze positive o negative condizionano costantemente abitudini positive o negative.
Nella mia pratica clinica la prima esperienza con la quale mi sono confrontata è che le persone ignorano di vivere in base alle “proprie” Credenze e la prima domanda che mi viene posta da alcuni pazienti è proprio questa:
“Mi scusi dottoressa ma lei cosa intende per Credenza?”

Il Biologo cellulare Bruce H. Lipton ha insegnato Biologia Cellulare presso la facoltà di Medicina dell’Università del Wisconsin ed è un’ autorità mondiale per quanto concerne i legami tra scienza e comportamento.
Il Dott. Lipton in uno dei suoi testi più incisivi, “La Biologia delle Credenze”, definisce la Credenza come “il filtro di una macchina fotografica”, quindi le Credenze rappresentano i nostri “filtri sul mondo” e cambiano il modo in cui vediamo la realtà.

A questo punto potrebbe sorgere in voi una riflessione:
che legame c’è tra la Biologia delle cellule e le nostre Credenze?

Cercherò di rispondere a questa domanda da Medico e psicoterapeuta esattamente come il Dott.Lipton ha risposto da Biologo cellulare.

L’Uomo al centro di un Universo Energetico

E’ prioritario ricordare che l’Uomo inteso come “essere umano” è costituito da cellule che a loro volta si organizzano, in modo programmato, come organi e tessuti e che dobbiamo ringraziare Albert Einstein se dal 1905 abbiamo finalmente scoperto di essere non solo una Massa fisica ma anche una Luminosa Energia in movimento.
Infatti la Teoria della Relatività ristretta da lui ideata nel 1905, poi diventata “Legge della Relatività” per cui E=mc2, ci racconta proprio che l’Energia è = alla Massa per la Velocità della Luce al quadrato
quindi l’Uomo come tutto ciò che ci circonda è Energia in movimento.

Albert Einstein vinse poi il Premio Nobel nel 1921 dopo aver scoperto, come estensione di questa legge, l’effetto fotoelettrico, riprendendo il concetto di “quanti” introdotto da Max Planck e descrivendo la luce come “pacchetti di energia” cioè quanti di luce, ai quali in seguito fu dato il nome di fotoni, mettendo quindi in crisi la teoria ondulatoria della luce che Maxwell aveva cementato negli anni 60 dell’Ottocento e spalancando così le porte al Dualismo onda-particella.
Anche se la medicina convenzionale non si è ancora occupata del ruolo svolto dall’Energia come “Informazione” nei sistemi biologici ha “ironicamente” accolto molte tecnologie di scansione dell’energia a fini diagnostici, e tra queste ricordiamo la TAC, la RMN e la PET, in grado di analizzare le diverse frequenze emesse dai tessuti sani e dai tessuti malati.
Il tessuto malato ha una sua precisa “frequenza energetica” diversa da quella del tessuto sano circostante ed è questa diversa frequenza energetica che ci consente di formulare un’ipotesi diagnostica.
Faccio un esempio, che riprendo dal Dott.Lipton, per semplicità ed efficacia: se gettate nell’acqua un sasso che cade per gravità, l’energia trasportata dal sasso viene trasmessa all’acqua sotto forma di cerchi concentrici.
Se invece di uno, gettiamo contemporaneamente in acqua più sassi, ognuno di essi potrà creare la sua “increspatura” (cioè la sua onda di energia) che potrà interferire con tutte le altre.
Questa interferenza potrà essere costruttiva (amplificazione energetica: le onde si propagheranno ordinatamente in cerchi concentrici e convergenti) o distruttiva (deflazione energetica: ciascun fronte d’onda interromperà la propagazione dell’onda successiva annullandosi reciprocamente)
L’interferenza costruttiva anche detta Risonanza Armonica è il principio che utilizza la medicina per curare i calcoli renali, uno dei rari casi in cui le leggi della fisica quantistica vengono applicate come “strumento terapeutico” nella medicina convenzionale.
Su un piano diverso anche quando ci capita di incontrare una persona “positiva” abbiamo l’impressione che quell’incontro ci abbia riempito di energia e questo effetto altro non è che una manifestazione del fenomeno della Risonanza Armonica dalla quale scaturiscono vibrazioni e cioè emozioni positive.
Già… perchè è proprio dalla nostra mente che partono le emozioni.
Il pianto è un fenomeno fisico secondario a stati emotivi che “muovono” ( Emozione infatti deriva dal latino “e movere”) le vibrazioni energetiche in una direzione fisiologica che produce il liquido lacrimale.
Io posso toccare le mie lacrime, non posso però toccare le emozioni che le provocano ma percepisco delle variazioni energetiche tra gli eventi associati alla tristezza e alla felicità.
Esattamente come quando incontriamo una “persona positiva” ci sentiamo più energici come se la sua energia ci contaminasse per osmosi, incontrare invece una “persona sgradevole” ci lascia una sensazione di amarezza e pesantezza.
Il cervello controlla il comportamento delle cellule del corpo convertendo, attraverso il sistema limbico ed in particolare l’amigdala, i segnali chimici della comunicazione in sensazioni.
La nostra mente conscia sperimenta questi segnali come emozioni.
Per esempio molti studi sono stati effettuati sulla programmazione del cervello e l’asse dello stress.
In particolare è stato valutato come il comportamento materno sia in grado di guidare l’espressione dei geni riguardo la cura della prole e l’asse dello stress (HPA: asse ipotalamo-ipofisario)
E’ emerso che una sovraesposizione al cortisolo, il principale ormone dello stress, durante la vita intrauterina, si manifesterà in un’alterazione del comportamento nell’adulto che, in alcuni casi, può provocare un aumento di incidenza della schizofrenia.
E’ ormai scientificamente dimostrato che lo stress prenatale materno programma un incremento dei comportamenti d’ansia nel futuro adulto in quanto il sangue materno contiene un’ampia serie di molecole informative come sostanze chimiche, ormoni e fattori di crescita che influenzano e controllano la salute emotiva e fisica della madre e che passano al feto attraverso la placenta (The mind of your Newborn baby di David Chamberlain). D’altro canto le carezze (scientificamente definite “comportamento ad elevato livello di cura della prole”) di madri amorevoli inducono un maggior controllo dell’asse HPA aumentando l’espressione di geni deputati alla produzione di recettori per gli ormoni dello stress che in questo caso risulta maggiormente controllato.
Questo preambolo ci serve per introdurre un concetto fondamentale su cui si basano le nostre credenze: la programmazione della mente subconscia ed il suo impatto sulla mente conscia.
Le due menti

L’ evoluzione ha dotato il nostro cervello della capacità di scaricare nella memoria un numero enorme di comportamenti e convinzioni.
Il rapido download di informazioni che vengono scaricate nel cervello è misurabile attraverso l’elettroencefalogramma (EEG) che consente l’interpretazione delle fluttuazioni dell’attività elettrica cerebrale.
Il dottor Rima Laibow nel suo Quantitative EEG and Neurofeedback descrive la progressione di questi stadi di sviluppo dell’attività cerebrale che sono alla base della programmazione subconscia dei bambini.
Tra la nascita ed i 2 anni di età il cervello umano opera al livello più basso della frequenza
da 0,5 a 4 cicli/sc (Hertz) e questa frequenza è conosciuta come onde Delta
Tra i 2 ed i 6 anni di età l’attività elettrica si organizza in onde Theta (4-8 Hz)
Gli ipnoterapisti infatti scendono a queste frequenze cerebrali affinchè la mente adulta sia più facilmente programmabile per fini terapeutici.
L’incredibile quantità di informazioni di cui i bambini hanno bisogno per svilupparsi nel loro ambiente viene pertanto scaricata nel subconscio tra i 2 ed i 6 anni di età esattamente a queste frequenze operando così un adattamento neurologico fondamentale per il loro inserimento sociale.
I bambini osservano l’ ambiente che li circonda e scaricano la “sapienza” del mondo, trasmessa loro dai genitori, direttamente nel subconscio.
Nell’uomo i comportamenti fondamentali, le convinzioni e gli atteggiamenti che osserviamo diventano collegamenti permanenti sotto forma di vie sinaptiche, cioè connessioni neuronali, nella nostra mente subconscia.
Questo chiaramente ci deve far riflettere su un fatto molto importante che riguarda una genitorialità più consapevole visto che l’educazione dei nostri figli passa per il “download” di convinzioni e comportamenti che apprendono dall’ambiente di crescita e che vengono continuamente scaricate nell’hardware della mente.
Se provate a ricordare lo sgomento della prima parolaccia verbalizzata da vostro figlio, sicuramente con onestà potete confessare che quell’episodio vi ha rievocato qualcosa di voi nell’atteggiamento corporeo o nel timbro della voce con cui vostro figlio ha ripetuto quell’espressione.

Il Subconscio: il nostro “registratore”

Il subconscio è associato con l’attività neurale di una parte del cervello molto più grande (circa il 90%) rispetto alla corteccia prefrontale della mente conscia.
Il subconscio determina inoltre anche un’influenza profondamente più potente sul nostro comportamento rispetto alla mente conscia.
Diventando adulti diventiamo meno esposti alla programmazione esterna grazie alla presenza di onde alpha (8-12 Hz) che equivalgono a stati di coscienza tranquilla.
Poi verso i dodici anni si organizzano le onde beta (12-35 Hz) che corrispondono ad una coscienza attiva e concentrata (quella necessaria per leggere un libro).
Recente è la scoperta delle onde gamma che intervengono invece negli stati prolungati di prestazioni elevate (p.es. pilotare un caccia militare, oppure nelle prestazioni sportive agonistiche).
Quando entriamo nell’adolescenza la nostra mente subconscia è stipata di informazioni che vanno dalla capacità di svolgere i propri compiti alla “credenza” che “non combineremo mai nulla di buono perchè siamo dei fannulloni” oppure quella promossa da genitori amorevoli che “possiamo fare qualsiasi cosa perchè ce lo meritiamo visto che siamo volenterosi”.
La verità è che la nostra fisiologia ed i modelli comportamentali si plasmano su queste credenze sia che si tratti di convinzioni costruttive che distruttive.
La mente subconscia è infatti un “Hard-disk” programmabile in cui vengono scaricate le esperienze della vita ed i programmi sono dei comportamenti basati sul meccanismo stimolo-risposta.
Quando scatta un segnale esterno di allarme oppure un segnale interno come un’emozione, la risposta, a livello del subconscio, è automatica.
Quante volte vi è capitato di sentirvi guidati da un pilota automatico anziché guidare voi la “macchina della vostra vita” ?
Il motivo è proprio nel subconscio che è programmato proprio come il vostro personale pilota automatico….ma non sconfortatevi… la mente conscia può prendere la patente e cominciare a guidare nella direzione dei vostri desideri.

La mente conscia: il nostro potenziale creativo

La mente conscia è la sede dell’identità personale e del libero arbitrio. Le due menti cooperano nell’acquisizione di comportamenti molto complessi e quindi formano una coppia dinamica.
Per spiegare i ruoli distinti ma interconnessi di questi due volti della mente facciamo un esempio.
Siete alla guida della vostra auto in una bella giornata di sole, viaggiate a velocità di crociera su una strada di campagna incorniciata dal verde degli alberi e vi cullate tra le curve sinuose del percorso.. quando all’improvviso spunta da una curva cieca un cervo….
Chi era alla guida del vostro veicolo?
Chi vi ha aiutato a mantenere il controllo del mezzo evitando il peggio?
La verità è che il vostro subconscio, cioè il vostro “pilota automatico”, stava guidando
e la mente conscia vi ha salvato la vita perchè mentre il primo è capace di processare 20.000.000 di stimoli ambientali al secondo la mente conscia ne processa solo 40 !!!
Quindi se imparare a guidare la macchina è stato faticoso questo dipende dal fatto che la vostra mente conscia all’inizio si stava sforzando di accendere il veicolo, poi mettere la prima schiacciando la frizione e contemporaneamente guardare lo specchietto retrovisore per uscire dal parcheggio senza urtare (nella migliore delle ipotesi) la macchina che c’era dietro di voi e facendo attenzione ad attivare la freccia prima della partenza. Che fatica !!!
Ma ora, inserito il programma guida nella vostra mente subconscia, pensate a quante miriadi di azioni riuscite a svolgere (alcune anche molto pericolose come scrivere un sms mentre guidate) e a quanti pensieri o programmi riuscite a fare mentre il vostro “subconscio pilota automatico” vi porta a destinazione.
Se quelle informazioni progressive, che oggi vi consentono di guidare in modo sciolto, non fossero processate dal subconscio, voi non riuscireste neppure a pensare a cosa dovete fare dopo aver parcheggiato la vostra auto.
Perciò ringraziate entrambe le parti della vostra mente perchè orchestrano una sinfonia fenomenale…però quale sinfonia possono suonare i musicisti dell’orchestra se non comprendono il linguaggio del loro direttore ?
Allora queste due menti devono imparare a comunicare.

PSYCH-K®

Se non ci piace una certa canzone del Jukebox, quanto servirà gridare contro di lui o prenderlo a calci nella speranza che la lista delle canzoni venga riprogrammata secondo i nostri gusti?
Sappiate che per quanto la mente conscia si possa lamentare quando non raggiunge i risultati sperati, non potrà mai cambiare i “dischi” comportamentali registrati sul nastro del subconscio a meno che non si lavori sulla sua riprogrammazione.
Questi metodi utilizzano le scoperte della fisica quantistica che mettono in collegamento energia e pensiero. Infatti queste modalità di riprogrammazione dei comportamenti precedentemente assimilati possono essere chiamate collettivamente psicologia energetica e sfruttano le ricerche più recenti in campo psicosomatico per accedere rapidamente ai programmi subconsci e riscriverli.
Rob Williams psicoterapeuta e presidente della Myrddin Corporation e direttore dello PSYCH-K® Centre International ideò nel 1988 questa tecnica straordinaria di cui parla anche il Biologo cellulare Bruce Lipton nel suo libro La Biologia delle Credenze.
Il processo di PSYCH-K® è semplice, diretto e verificabile ed è frutto di anni di ricerca sulla differenziazione degli emisferi cerebrali (Brain Dominance Theory)
Utilizza l’interfaccia psicosomatica della manipolazione muscolare kinesiologica per accedere ai file autolimitanti della mente subconscia.

PSYCH-K® identifica e comunica con tre livelli di coscienza distinti ed interattivi.
Il test muscolare è il collegamento più agevole e più immediato per poter comunicare con i livelli subconscio e superconscio.
Ma se il subconscio è il ripostiglio nel quale custodiamo i nostri atteggiamenti e le credenze che abitualmente controllano i nostri comportamenti, qual’è l’identità ed il ruolo del superconscio?
Il Superconscio è il nostro Sè saggio, è la nostra Intuizione “spirituale” che fornisce consulenza e appoggio alle altre parti della mente illuminando il nostro percorso.
E’ la parte saggia di noi che sostiene il cambiamento solo se questo è sicuro e appropriato per noi in quel momento.
Una volta ottenuto questo permesso interiore, il cambiamento può avvenire solo attraverso l’impegno del subconscio e le qualità di volontà e di discernimento della mente conscia, il cui ruolo è quello di fissare un obiettivo chiaro con una direzione ben definita.
Una volta spiegate le vele e scelta la meta da raggiungere la nostra straordinaria barca è pronta a salpare per il suo nuovo viaggio dopo aver accordato il “mare del subconscio” con la “meta del conscio” sotto il “Cielo illuminato del Superconscio”.
Il processo di PSYCH-K® vi aiuta ad accedere alla saggezza innata del sistema mente/corpo e al potere delle credenze subconscie correlate fisicamente, mentalmente ed emozionalmente con la salute e la guarigione.
Le credenze sono il presupposto su cui si basa l’effetto placebo termine ancora utilizzato in modo superficiale e “dispregiativo” da alcuni esponenti della comunità medica.
Invece l’effetto placebo è una realtà tenace che la scienza non è ancora riuscita a spiegare del tutto o a escludere dagli studi clinici.
Il potere del placebo come agente di guarigione è direttamente collegato al potere delle nostre credenze e delle nostre percezioni e per tale motivo potremmo rinominarlo effetto percezione
con tutto ciò che la percezione può raccontarci in base alle recenti scoperte della PNEI a proposito delle personalità “resistenti alla malattia” e di quelle “capaci di auto-guarigione” .

Per cui concludo questo articolo con un augurio di Gandhi
“Siate il cambiamento che vorreste vedere nel mondo”
perchè
“Le tue Credenze diventano i tuoi Pensieri
i tuoi Pensieri diventano le tue Parole
le tue Parole diventano le tue Azioni
le tue Azioni diventano le tue Abitudini
le tue Abitudini diventano i tuoi Valori
ed i tuoi Valori diventano il tuo Destino”

Mahatma Gandhi

 

Facilitatore PSYCH-K

Informazioni su Paola Giordano Sciacca

Medico Psicoterapeuta Dirigente Medico Specialista in medicina interna, oncologia medica, psicoterapia psicosomatica
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