Induced After Death Communication

Induced After Death Communication

La Induced After Death Communication,  ideata nel 1995 dallo psicologo americano Allan Botkin, è un processo terapeutico che ha come finalità l’elaborazione del lutto attraverso un’esperienza di ricongiungimento dell’individuo con il proprio caro defunto.

Le circostanze della morte soprattutto quando inaspettate, creano nel parente del defunto uno stato di improvviso “esilio” della coscienza dalla realtà del momento presente.
La mente viene scagliata come una freccia in una dimensione senza tempo, in balia di una inesorabile quanto surreale solitudine.
 
Le varie fasi del dolore che si succedono sono caratterizzate da emozioni talmente intense che a volte rendono quasi impossibile l’elaborazione naturale della perdita.
La IADC inserita in questo contesto è uno straordinario strumento per facilitare l’elaborazione del lutto attraverso un’esperienza multisensoriale che può includere diversi canali comunicativi dal visivo-uditivo al tattile e olfattivo. L’esperienza della IADC come dimostrato dalla pratica clinica, è fondamentale per evitare che il paziente, rimanendo bloccato in una fase del lutto, resti intrappolato nella rete mentale della sua sofferenza. La tecnica infatti permette di affrontare la disperazione per la perdita in ogni momento di dolore.
 
La condivisione dell’esperienza con il terapeuta può lenire quel senso di solitudine che inevitabilmente la perdita ha scavato nel suo vissuto.
Il viaggio attraverso la IADC può quindi trasformare la separazione in un ricongiungimento, che al di là del tempo e dello spazio il paziente potrà  ricontattare dentro di sé.

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