Micoterapia

micoterapia

Le origini

Fin dai tempi antichi la storia dei funghi è costellata di superstizioni e false “credenze” che li inquadrano come un derivato diabolico della natura e come uno strumento “magico” manipolato da stregoni per ottenere effetti benefici o malefici sulla salute. Diverse figure storiche molto note sono state avvelenate con i funghi e le loro morti possono aver contribuito a costruire un alone misterioso quanto inquietante intorno alla loro storia.
A tal proposito una delle leggende riguardanti la scomparsa del Buddha narra che egli sia morto a causa di un fungo velenoso.

Tra le varie culture quella dell’Europa occidentale ha preso meno in considerazione l’utilizzo dei funghi a scopo medicinale mostrando un’avversione per questi “figli della natura” risalente ai tempi dell’antico Impero Romano.
All’epoca degli antichi romani i funghi, pur essendo molto apprezzati dal punto di vista culinario, non erano scevri da attribuzioni negative di significato legate all’etimologia del loro nome. Fungus deriva infatti dal latino funus: morte e ago: portare; quindi la traduzione letterale del nome era portatore di morte.

Di contro invece nell’antica Grecia il fungo era considerato simbolo di vita e pertanto divino tanto che una leggenda narra che l’eroe Perseo dopo essersi dissetato con l’acqua raccolta dal cappello di un fungo, decise di fondare in suo onore una nuova città che chiamò Micene (dal greco mikès: fungo).

Come potete vedere le credenze, che sono uno degli strumenti al servizio della nostra realtà, come abbiamo già sottolineato in altre trattazioni sul blog del sito, hanno il potere di modificare ciò che pensiamo delle cose a nostro beneficio o a nostro svantaggio a seconda di ciò che la nostra mente sceglie di cogliere dalla tradizione.

Pertanto cerchiamo di approfondire i reali meccanismi di azione di questi straordinari “figli della natura” per scegliere quel personale percorso verso il benessere psico-fisico che parte dalla nostra consapevolezza essendo questa sempre la porta privilegiata verso la libertà di espressione e di pensiero.

Comportamento dei funghi

Sulla terra esistono 1.500.000 specie di funghi. Quelle conosciute rappresentano circa il 10% del totale e di queste 700 sono utilizzate come cibo e almeno 50 sono sicuramente velenose.
Per crescere, nutrirsi e svilupparsi necessitano di materia organica in decomposizione che riescono a metabolizzare e riciclare per formare nutrienti essenziali in grado di supportare le piante con cui si comportano da simbionti. Queste due funzioni sono fisiologiche in quanto sono parte integrante del ciclo biologico di queste straordinarie creature. Impossibile trascurare in tale contesto il significato simbolico che in medicina psicosomatica ci aiuta ad inquadrare gli aspetti “spirituali” che completano gli aspetti fisiologici degli eventi naturali. Simbolicamente le loro funzioni all’interno del ciclo vitale richiamano il Samsara che nel buddismo rappresenta l’incessante alternarsi del processo di vita e morte.
La loro intelligenza e versatilità ne fa quindi strumenti al servizio del ciclo vitale della Natura.

I tre comportamenti che adottano per assolvere alle loro funzioni rispecchiano la loro essenza.
I funghi saprofiti si nutrono come abbiamo detto di materiale organico in decomposizione proveniente da piante e animali svolgendo così il ruolo di scavenger cioè di spazzini.
I funghi parassiti, di cui sono un esempio la Candida Albicans e l’Aspergillus Niger che colpiscono anche l’uomo, assorbono invece il nutrimento da piante e animali ancora vivi causandone la morte dopo aver sfruttato le giuste condizioni per il proprio sviluppo e la colonizzazione anche a distanza dalla sede di origine.
I funghi simbionti, invece, vivono con altri esseri viventi secondo un principio di “mutuo soccorso” dal quale entrambe le specie traggono vantaggi e che espletano per esempio sotto forma di micorrize quando si associano alle radici delle piante.

E’ curioso riflettere sul fatto che la medicina occidentale dal 1945 anno del Nobel a Florey, Chain e Fleming per la scoperta del potere battericida della penicillina (la muffa Penicillium Notatum) abbia trascurato le straordinarie qualità curative e “adattogene” dei funghi di cui ora parleremo in breve.

Funzioni

Funghi e sistema immunitario

Tra le funzioni dei funghi è sicuramente degna di nota quella che svolgono primariamente sul riequilibrio del sistema immunitario rendendolo più proattivo nei confronti delle situazioni di squilibrio acuto o cronico. Sono immunoregolatori tra il sistema TH1/TH2 ed il sistema del Complemento e quindi la loro azione mira a contribuire all’adattamento del soggetto alle condizioni di stress cui l’organismo sollecitato deve rispondere. In questo senso i funghi vengono definiti “adattogeni” cioè rimedi tonicizzanti che rendono l’organismo più resistente e ne rinforzano le difese naturali.
Gli stimoli stressogeni possono essere acuti, legati ad agenti patogeni provenienti dall’ambiente esterno (batteri e virus) oppure cronico-degenerativi come in presenza di cellule neoplastiche endogene e questo giustifica l’impiego clinico della micoterapia in molteplici tipi di patologie.
Nei funghi sono contenute diverse sostanze quali terpenoidi, polisaccaridi, tra cui molto studiati sono i β-glucani, enzimi e glicoproteine.

Funghi come prebiotici

I funghi sono sostanze che svolgono la funzione di nutrimento per i batteri buoni e quindi ne promuovono la crescita controllando al contempo quella dei batteri patogeni.
Svolgono attraverso i β-glucani una riduzione dei livelli di colesterolo.
La qualità di saper discriminare tra i batteri buoni e quelli cattivi è legata alla presenza dei terpenoidi che sono antimicrobici con attività selettiva.

Funghi come antiossidanti

I tre antiossidanti più conosciuti sono la vitamina C, E ed il β-carotene.
Anche i funghi hanno proprietà antiossidanti che aiutano a ridurre la produzione di radicali liberi controllando così i processi di invecchiamento cellulare.

Funghi come protettori epatici

Il fegato ha il compito di detossificare l’organismo e produce anticorpi e proteine coinvolte nei processi infiammatori quindi è un organo con una funzione nobile che va preservata dagli squilibri ed i funghi svolgono in tal senso una funzione protettiva.
Peraltro alcuni come lo Shiitake ed il Trametes versicolor hanno evidenziato risultati positivi nel trattamento dell’epatite cronica e acuta B.

Prospettive ed Impiego: l’Oncologia Integrata

Dal primo decennio del 21° secolo l’integrazione delle medicine complementari con la medicina convenzionale è in continua ascesa in Nord America ed in Europa.
Prestigiosi centri di cura, in particolare di terapia oncologica, hanno istituito al loro interno servizi di medicina integrata.
In questi centri lavorano medici esperti in medicine complementari (agopuntura e fitoterapia) psico-oncologi, psicoterapeuti, dietisti, esperti in tecniche di massaggio orientale (tuina e shiatsu) e maestri di tecniche meditative con l’obiettivo di integrare la terapia oncologica convenzionale con trattamenti complementari rivolti al miglior controllo della sintomatologia e a mobilizzare le risorse interiori del paziente al fine di raggiungere un nuovo e più consapevole equilibrio per fronteggiare il cambiamento che il percorso di cura impone.
Nel Memorial Sloan-Kettering cancer center sono partite, negli ultimi dieci anni, una serie di sperimentazioni cliniche che utilizzano i β-glucani dei funghi in associazione a terapie con anticorpi monoclonali nel trattamento oncologico eseguendo accurate verifiche scientifiche al fine di ottimizzare l’integrazione e proteggendo al tempo stesso i pazienti da terapie non validate e rischiose.
Un altro impiego sorprendente dei funghi è quello della Mycoremediation termine coniato da Paul Stamets studioso e ricercatore americano che trovò in Oregon il più grande e più vecchio micelio, la “ragnatela sotterranea” che si può talvolta vedere quando si raccoglie un fungo.
Il fenomeno della Mycoremediation ha un prezioso impatto sull’ambiente in quanto Stamets ha scoperto che il micelio produce enzimi che degradano gli oli e la maggior parte dei derivati del petrolio, coloranti ed inquinanti industriali attraverso la rottura di legami simili a quelli che tengono unite le molecole di carbonio e idrogeno.
Questo processo consente pertanto, se correttamente utilizzato, il trattamento delle acque grigie ed il recupero ambientale.

In conclusione il variegato impiego di queste esemplari forze della natura rappresenta una porta di ingresso verso quel ponte che mi auguro unisca gli intenti e le prospettive della medicina convenzionale e di quella complementare, al fine di costruire una vera “medicina integrata” per il benessere del paziente. Il mio proposito in tal senso è come medico oncologo e psicoterapeuta quello di sostenere i miei pazienti sia con micoterapia di supporto nei casi indicati come integrazione alle terapie convenzionali, sia con un percorso psicoterapico funzionale ai cambiamenti che la patologia innesca nella mente e nel corpo.

[ Informazioni tratte da: “I funghi medicinali dalla tradizione alla scienza” di Stefania Cazzavillan ]

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